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Champagne e spumante contengono polifenoli per la protezione del sistema cardiovascolare?

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Domanda di Claudia T: lo spumante e lo champagne proteggono il nostro sistema cardiovascolare, con il loro contenuto di polifenoli?

L’unico studio pubblicato in merito che io ricordo è apparso sul British Journal of Nutrition nel 2009 e riguardava lo champagne, a ragione veduta anche se non stati fatti degli studi che io ricordo anche lo spumante e il prosecco potrebbero contenerne una discreta quantità.

Effettivamente lo champagne contiene un discreto tenore di polifenoli che gli conferiscono delle proprietà antiinfiammatorie. Gli antiossidanti contenuto nel vino possono svolgere anche altre funzioni positive come limitare i danni dei radicari liberi e svolgere anche una funzione nella prevenzione dell’invecchiamento celebrale.

Tuttavia personalmente non sono daccordo nella comunicazione delle proprietà salutari del vino e dell’alcool in generale, perchè come in questo caso lo champagne non può essere considerato una terapia, il consumo di alcool deve essere moderato e rimanere occasionale, si rischia di creare delle false aspettative.

Lo stesso studio sostiene che gli effetti positivi si riscontrano con due bicchieri di champagne al giorno, questa è una quantità non tollerata da tutti allo stesso modo,  1 bicchieri di bevanda alcolica è bel tollerato da un individuo adulto sano, due invece dipendono dalle condizioni fisiche, età, sesso, salute, fegato, patologie già presenti.

La stessa quantità di polifenoli la possiamo trovare presenti in altri alimenti come l’uva o ancora meglio il tè, anche se la fonte principale rimane la frutta e la verdura (dagli agrumi alle ciliegie, dai cavoli a pomodoro), ma anche cacao, olio di oliva extravergine spremuto a freddo, ce ne sono in discreta quantità ma non hanno gli stessi effetti negativi dell’alcool.

Brindate pure al nuovo anno con un bicchiere di spumante o di champagne, un occasione per fare festa e celebrare il nuovo anno, ma tutto qui.

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Le bacche d’aronia riducono il rischio di malattia cardiovascolare?

Le bacche d’ Aronia sono ricche di antociani (antiossidanti) della famiglia dei Flavonoidi, Vitamina C e Vitamina K,  possono aiutare a ridurre il rischio di malattia cardiovascolare nei pazienti con sindrome metabolica, cioè una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare per situazioni o patologie pregresse che colpisce spesso persone in età avanzata, un gruppo con elevato tasso di mortalità.

Dopo il mirtillo, cranberry, ribes rosso, ribes nero e la bacca di acai è la volta delle bacche d’aronia è stato   pubblicato uno studio sulla rivista European Journal of Nutrition, il consumo della bacche d’aronia favorirebbe la circolazione sanguigna e aiuta a ridurre  i livelli di lipidi nel sangue.

I ricercatori Sikora J e c. dell’Università di Medicina di Lodz, in Polonia, in un gruppo di 52 persone di cui 38 con sindrome metabolica, hanno volutato l’effetto di bacche Aronia sulle analisi del sangue del livelli di colesterolo, trigliceridi. I partecipanti con sindrome metabolica hanno ricevuto 300 mg di estratto di bacche in 2 mesi.

Risultati: 2 mesi di supplementazione porta ad una riduzione del 6,5% del colesterolo totale e una riduzione del 9% del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Gli estratti di bacche di aronia limitare sono stati utili perche evitano la formazione di coaguli di sangue.

Uno studio interessante ma sarebbe stato meglio se fosse stato correlato anche la dieta e il livello di attività fisica del gruppo di persone preso in esame, sono certo che in uno studio futuro magari a doppio cieco e con un numero più alto di perosne coinvolte, vedremo anche questi dati.

Fonte : Sikora J, Broncel M, Markowicz M, Chalubinski M, Wojdan K, Mikiciuk-Olasik E; Short-term supplementation with Aronia melanocarpa extract improves platelet aggregation, clotting, and fibrinolysis in patients with metabolic syndrome. Eur J Nutr. 2011 Aug 18

Set 11, 2011 - alimentazione, nutrizione    1 Comment

Insalata e yogurt magro ?

Domanda di Elena C. : Non capisco perchè ingrasso mangio a mezzogiorno solo insalata e yogurt magro!!

Un alimentazione anche per perdere peso deve essere varia ed equilibrata. Questo tipo di pasto combina diversi punti negativi, un alimentazione monotona che a lunga andare genera carenze nutrizionali, non si può certo definire un pasto completo ed equilibrato.

Per dimagrire bisogna valutare l’intero introito gironaliero (prima colazione, spuntino, pasto, merenda e cena) ma sopratutto le calorie spese, incluse un’ attività fisica.

Nel pasto lo yogurt fornisce solo le proteine ​​del latte (un po’ poco) e il lattosio che promuove l’innalzamento dei livelli d’insulina.

Un alimentazione invece varia con proteine da diversi fonti ​​alimentari promuove il senso di sazietà e aiuta nella lotta contro la cellulite. La conseguenza di un pasto cosi è che si ha più fame durante il pomeriggio favorendo il peluccamento con accumulo di calorie vuote e … ci si gonfia ancora di più.

Gen 3, 2011 - alimentazione    No Comments

Regime iposodico semplice per un apporto di 1,5 g – 2 g di Sodio al giorno

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Regime iposodico semplice per apporto limitato di 1,5-2 g di sodio al giorno


Raccomandazioni generali

– Grequenza dei pasti : fare tre o quattro pasti al giorno
– Mangiare lentamente con calma, e masticare correttamente, tra un piatto e un altro prendersi anche una pausa di dieci minuti.
– Bere poco durante i pasti e bere di più tra un pasto e l’altro, bere almeno 1,5 litri di acqua la giorno
– Evitare di fumare a stomaco pieno e avviare un porgramma di riduzione del fumo.
– Avere un alimentazione varia con cotture semplificate e evitare piatti complicati e ricchi di grassi, prediligere le cotture “a vapore” o con padelle antiaderenti
– Controllo del pso: pesarsi almeno una volta a settimana, sulla stessa bilancia, alla stessa ora


Alimenti da evitare

Aggiungere il sale a tavola
Pesce affumicato secco, crostacei, caviale
Carni affumicato o secche
Salumi
Verdure in salamoia o sottaceto
Formaggi salati (consentito piccole porzioni da 25 g)
Conserve
Olive
Burro salato, margarina


Alimenti vietati

Patatine fritte
Purè già pronti
Purè istantanei
Verdure surgelate sbianchite dentro l’acqua salata
Zuppe già pronte o congelate
Frutta secca per aperitivi
Prodotti Dolci : cioccolato al latte, sorbetti e gelati già pronti
Biscotti in commercio
Acque minerali ricche di sodio
Succo di pomodoro
Succhi di frutta gasati
Dadi o brodo pronti
Zuppe di pesce già pronte
Condimenti e salse in genere a base di maionese


Alimenti autorizzati

Yogurt
Petit suisses
Latte intero
Porzioni di formaggio in quantità limitata 25 g
Carne bianche: Pollo, Tacchino
Carni alternative come lingua e rognone
Pesce fresco sia di mare che si acqua dolce
Uova
Patate
Legumi secchi
Verdure verdi crude o cotte
Pasta, riso, tapioca,
Zuppe fatte in casa senza sale aggiunto
Frutta secca
Castagne
Zucchero, miele
Dolci fatti in casa ma senza lievito
Erbe aromatiche per la cucina
Acqua minerali povere di sodio
Tutti i prodotti a basso contenuto di sale e sodio come biscotti e burro


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I prodotti per rafforzare il sistema immunitario, funzionano?

Il nostro sistema immunitario è un sistema complesso, ha la funzione di proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne.   I meccanismi immunitari consentono il riconoscimento e l’accettazione di tutto ciò che appartiene all’organismo stesso che gli è strettamente correlato mentre  respingono tutto ciò che gli è estraneo

Esistono due tipi di immunità:

Naturale: presente in tutti gli individui sin dalla nascita che si attiva contro qualsiasi agente estraneo.

Acquisita: si sviluppa in seguito all’esposizione dell’organismo a un determinato corpo estraneo cioè una sostanza che è in grado di indurre la produzione di anticorpi e di reagire con essi.

Il ruolo centrale del timo

Situato dietro lo sterno, la ghiandola del timo è estremamente importante per lo sviluppo del sistema immunitario, nei due lobi timici i precursori ematopoietici provenienti dal midollo osseo, detti timociti, maturano in linfociti T. Una volta maturi, i linfociti T migrano dal timo e sono il repertorio periferico responsabile della risposta immunitaria acquisita, si dice che il timo seleziona l’utile, ignorare l’inutile e distrugge il nocivo

Possiamo realmente influenzare questo sistema?

 Si, un esempio sono i vaccini, che sono in grado di stimolare le cellule immunitarie e la produzione di anticorpi, che conferire protezione nei confronti di un dato microbo

I Prodotti per rafforzare le nostre difese naturali, funzionano, ci sono prove ?

Ci sono in commercio derivati di piante, integratori alimentari e alimenti che promettono di rafforzare le difese naturali, i claim più noti sono “Aiuta a rafforzare le difese naturali del corpo”contribuisce a sostenere le difese naturali” , il termine difesa naturale è spesso fuori luogo. Diciamo che un’ alimentazione equilibrata con una regolare attività fisica permette al nostro organismo di funzionare al meglio ma non è un farmaco e neanche un integratore.

Non ci sono ancora studi sufficienti per potere dire che esiste una relazione tra il prodotto “X” e il normale funzionamento del sistema immunitario, questo perchè richiede un investimento in termini di ricerca e quindi si cercano di usare le parole in realtà per giustificare un vuoto.

Una carenza di studi scientifici

C’è una mancanza di seri studi scientifici che mi porta a dire che questi presunti prodotti che aiutano a rinforzare il sistema immunitario non sono efficaci o per lo meno poco significativi anche rapportato al costo di questi prodotti. La realtà è fatta di pochi studi randomizzati,  condotti in doppio cieco. Esistono sette livelli specifici di studi scientifici si val dal livello uno dei studi aperti fatti da un medico su sui pazienti alla metanalisi, cioè il confronto di studi randomizzati, al momento sui studi del rafforzamento del sistema immunitario siamo al livello 1 di studio aperto ed è troppo poco per potere trarre delle conclusioni. Teniamo anche presente che quando il sistema immunitario funziona al meglio, è perfettamente attrezzato per svolgere il suo ruolo e non indebolire il nostro organismo, tuttavia le difficoltà di fare uno studio di questo genere sono piuttosto elevate ma non impossibile.

Il sistema immunitario ha bisogno di vitamine?

Si, proprio per questo diedi delle indicazioni per coprire i fabbisogni, come le Vitamine A, C ed E e di oligoelementi come lo zinco o selenio, forniti dal cibo, sono necessarie per la produzione delle cellule immunitarie. Ad esempio, l’acido retinoico, un precursore della vitamina A, regola la produzione e la funzione dei linfociti T.  Inoltre bisogna prestare attenzione alle flora intestinale che influenza l’assimilazione delle sostanze nutrienti.

In riguardo gli integratori alimentari ricchi di antiossidanti, gli scienziati hanno espresso molti dubbi, diciamo che al momento i dati sono scarsi e la loro importanza sopravvalutata.

Le piante possono stimolare le nostre difese sono?

Ni, si per esempio l’ Echinacea, è tra le più studiate piante medicinali. ma gli studi clinici con l’estratto della pianta sono pochi, quelli di test sui prodotti in vendita anche meno.

Stress, depressione influenzano il sistema immunitario?

l”ambiente sociale influenza notevolmente il nostro sistema immunitario tanto che  stress, ansia, depressione influenzano il comportamento di  determinati geni nei globuli bianchi, coinvolti nella attivazione del sistema immunitario e in risposta pro-e anti-infiammatorio. Uno studio ha dimostrato che chi dorme almeno otto ore ha il sistema immunitario che funziona meglio di coloro che ne dormono meno

Apr 2, 2010 - alimentazione, bevande    No Comments

Acqua gasata o frizzante, fa bene o fa male?

L’ acqua frizzante ha indicazioni terapeutiche?

 

Più che indicazioni terapeutiche, bisogna tenere presente che tutte le acque minerali che sono in commercio sono sottoposte ad esami chimici periodicamente, a secondo delle caratteristiche delle acque minerali, queste possono stimolare la diuresi o le funzioni intestinali. Molte acque minerali sono ricche di calcio, magnesio, e fluoro. Inoltre le acque minerali contengono oligoelementi che sono facilmente assimilati dall’organismo. Alcune acque minerali hanno un alto tasso di solfati, che può dare luogo a effetti diuretici e lassativi.

 

L’ acqua frizzante: si può berne quanta se ne vuole? 

 

No, è bene alternare acqua minerale gasata e acqua minerale naturale in quanto quasi tutte le acque gassate contengono bicarbonato. In caso di consumo eccessivo possono essere mal tollerate dall’organismo, causare per esempio gonfiore, in alcuni casi causare colite (irritazione delle viscere) o reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco) in una persona più sensibile. Alcune acque gasate possono avere un’ elevata concentrazione di fluoruro (più di 2 mg per litro) e non dovrebbe essere consumata continuamente, perché troppo fluoro potrebbe essere dannoso per i denti.

 

L’acqua gasata aiuta a digerire ?  

 

Si, le acque minerali ricche di bicarbonato di calcio, sodio e magnesio possono facilitare la digestione, tuttavia non sono raccomandate in caso di problemi di stomaco.

 

Ci sono  acqua minerali gasate naturali?

 

Si in Italia ci sona alcune fonti di acque gasate naturalmente come Lete e Ferrarelle, oppure l’acqua naturale con aggiunta di anidride carbonica. Se, dopo l’imbottigliamento, il tenore di biossido di carbonio è la stessa della sorgente, è un’acqua naturalmente gassata. Spesso pero viene trattata alla fonte, per eliminare il ferro in eccesso e le impurità, quindi si aggiunge il gas che conteneva in origine.

 

L’ acqua frizzante è consigliata in una dieta povera di sale ?  

 

Si, in quanto le acque gasate sono ricche di sodio. Se si deve seguire una dieta povera di sale, verificare la composizione indicato che il contenuto di sodio non sia superiore a 20 mg.

Acqua che è troppo ricca di sodio è contro-indicata in pazienti con ipertensione e non raccomandato per le donne che soffrono di ritenzione idrica. Tuttavia, si raccomanda di bere durante l’esercizio fisico o durante i mesi estivi per compensare la perdita di minerali a causa della sudorazione.

Il carcinoma colonrettale: fa ancora troppi morti . Con un semplice screening si può prevenire.

Mentre terapie nuove mirate stanno arrivando,  la diagnosi precoce si rileva fondamentale per questo tipo di patologia. Il cancro colonrettale è  il terzo tumore più comune in termini di frequenza, il secondo per la mortalità. Colpisce più gli uomini delle donne ed è legato all’invecchiamento della popolazione. Per ogni 100 000 abitanti, ci sono 10 nuovi casi ogni anno per gli oltre 50 enni, mentre sono  400 nuovi casi tra  i 75-80 anni su 100.000 abitanti.
Se i trattamenti hanno notevolmente aumentato la loro efficacia in questi anni, molto dipende in gran parte la una diagnosi precoce. Un buon 40% di queste diagnosi sono fatte quando ci sono già metastasi. Di qui l’importanza di incoraggiare prevenzione  e invogliare le persone dai 50 a 74 anni a fare il test.

Originariamente il cancro del colon-retto, è un polipo. Un terzo delle persone oltre i 65 hanno polipi benigni, o adenomi nell’ intestino crasso e nel retto. Un adenoma su dieci raggiunge 1 cm di diametro, e tra questi quattro di questi degenerano in cancro. Fortunatamente, il cancro del colon-retto si sviluppa lentamente, in media ci voglino più di dieci anni. Ma non ha sintomi precoci non è possibile individuarlo. Si  può rivelare un po ‘ di emoglobina nelle feci, un segno di un polipo sanguinante. Va fatto uno screening subito e poi ogni due anni per la fascia d’età  50-74 .

Prevenzione e stile di vita
Tabacco, alcool, obesità, inattività fisica, una dieta ricca di carne può favorire lo sviluppo di questo cancro, le percentuali di probabilità scendono quando si ha una dieta ricca di frutta, verdura e fibra associata a uno stile di vita attivo. Solo il 3% dei casi sono dovuti a una malattia genetica, poliposi familiare o sindrome di Lynch. Nel 17% dei casi, il cancro del colon-retto c’è  una predisposizione familiare. Ma l’80% dei tumori sono isolati. Dopo 50 anni, i cambiamenti nei movimenti intestinali, dolori addominali, presenza di sangue nelle feci dovrebbe essere dei segni di sospetto. Quando lo screening è positivo (il 3% dei casi) si è persone a rischio, una colonscopia può identificare un polipo sospetto, che verrà poi rimosso e analizzato.

Terapia

La chirurgia rimane il trattamento indicato dei tumori del colon-retto. È sufficiente da solo per il trattamento del 70% al 80% dei tumori superficiali o limitati l’intestino. Ma queste sono solo un terzo dei casi. Quando la malattia invece degenera con la presenza di linfonodi  e metastasi ad altri organi  il trattamento utilizzato è la chemioterapia. Quando il cancro si limita al colon e linfonodi vicini, la chemioterapia riduce del 50% il rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico, e riduce del 30% al 40% del rischio di morte. Quando ci sono metastasi, la chemioterapia è il trattamento primario.


Oltre a chemioterapia convenzionale la combinazione di 5-flu, Irinotecan e oxaliplatino, si è visto che in alcuni casi sono in grado di inibire il progresso di diffusione del cancro. “Bevacizumab (Avastin) è diretto contro VEGF, un fattore di crescita necessario per l’approvvigionamento di sangue, quindi allo sviluppo del tumore
. l’Avastin è stato testato positivamente sia in coloro curati soltanto con Avastin agli altri a cui è stato somministrato con chemioterapia. Ci sono anche due nuovi farmaci Cetuximab (Erbitux) e panitunumab (Vectibix) inibiscono  EGFR, il primo passo di un percorso per la proliferazione controllata delle cellule,

Ma questi due sono inefficaci se il tumore ha una mutazione del gene KRAS. Da qui  si va verso la medicina personalizzata, basata sia sulla ricerca di alterazioni genetiche del tumore che predispongono alla nuova risposta farmacogenetica, che può personalizzare il trattamento  in base ai parametri di tossicità del paziente, sono certo che  si svilupperà in futuro questa strada.  La ricerca non si ferma  si va alla ricerca dell’’inibizione delle cellule MAP, PI3 chinasi e IGF1, quest’ultima sembra dare i risultati più interessanti.

Oggi è importante che questa malattia venga  diagnosticata in una fase precoce, la sopravvivenza a cinque anni è del 94%.

Alimentazione e cellulite, c’è un alimento, una dieta che può aiutarmi?

Domanda di Antonella : Ho un problema di cellulite da quando ho avuto il primo bambino, cha tratto con massaggi e elettrolipolisi , mi chiedo se c’è un alimento, se c’è una dieta che può aiutarmi?

 

Risposta: La pratica più comune di chi ha problemi di cellulite è mettersi a dieta per proprio conto mangiando meno, spesso questo atteggiamento non è sufficiente perché una dieta non equilibrata e corretta fa perdere massa magra e aumentare la massa grassa e in questo caso peggiora il problema.

 

Cosa è la cellulite?

La cellulite è causata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con alterazione delle sue funzioni metaboliche. Il termine medico che identifica il problema è Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF).

La conseguenza macroscopica di questa degenerazione del tessuto è l’ipertrofia, ossia l’aumento di volume delle cellule adipose, la ritenzione idrica, la stasi di liquido negli spazi intercellulari. Le cellule, adipociti, subiscono alterazioni di forma e di volume, rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le avvolge, con conseguente uscita dei trigliceridi nei tessuti.

In termini più semplici : è uno strato di grasso caratterizzato da una spetto a buccia d’arancia sulle cosce, sui glutei e sulla pancia. Non c’è un solo fattore di causa ma diversi: ereditarietà (nel senso di una maggiore sensibilità ormonale e ad una certa fragilità capillare, etnia,), fattori ormonali, stress, postura, fattori che determinano una ritenzione di liquidi e cattiva circolazione sanguigna.

 

L’alimentazione di per se non è sufficiente a eliminare la cellulite ma una alimentazione corretta e mirata associata ad esercizio fisico può limitare l’impatto delle cellulite, in particolare evitare la ritenzione idrica e la fibrosi.

 

Per la ritenzione idrica

Alcuni nutrienti aumentano la ritenzione idrica come sale e caseina del latte mentre altri come Vitamina E, C, K, C e flavonoidi vanno nella direzione opposta, migliorano la permeabilità dei vasi sanguigni e la fluibilità del sangue.

 

Cibi da limitare

Sale, piatti pronti industriali (pizza, torte salate), crakers, salumi, formaggi, pesce affumicati, biscotti, pane bianco, prodotti derivati del latte.

 

Alimenti da favorire

Legumi, riso, frutta fresca (in particolare mirtilli, ribes, pomplemo, arancie, albicocche, melone) ortaggi (cipolla) carni magre, pesce e frutti di mare, thè verde

 

Limitare l’introduzione di grassi nella dieta

È bene ridurre in complesso le calorie introdotte limitando i grassi e gli zuccheri, consumando alimenti facilmente metabolizzabili come frutta, verdura, carni magre e pesce, è importante anche una distribuzione dei pasti in modo di fare la sera una cena molto leggera che introduca al massimo il 20% delle calorie giornaliere.

 

Cibi da evitare

Crema di latte, burro, patate fritte, formaggio salumi, carni grasse, cibi dall’industria alimentare come dolci, pasticcini, snack salati.

 

Cibi da favorire

Frutta e legumi, pesce e carne magra, alimenti da farine integrali,

 

Defibrossare i tessuti

Per lottare contro i fenomeni della fibrosi (determinata da fibre di collagene e molecole di glucocio)  cioè quel fenomeno che aumenta il tessuto connettivo che indurisce quello adiposo. È caratterizzato da piccoli noduli e dalla cute a buccia d’ arancia, bisogna scegliere alimenti a indice glicemico basso.

 

Cibi da limitare

Patate, mais dolce, dessert di latte dolce, frutta cotta, succhi di frutta, bevande analcoliche, prodotti proveniente dall’industria alimentare come cracker, grissini, snack salati e prodotti zuccherati dai biscotti alle merendine.

 

Cibi da favorire

Cereali integrali, frutta e verdura, legumi, pesce azzurro, olio di oliva, noci, miele

 

Oltre alla scelta dei cibi bisogna unire alla terapia dietetica esercizio fisico regolare almeno 45 minuti al giorno, non è necessario fare sport è sufficente per esempio una camminata o una corsa in bicicletta di 45 minuti. Che comunque non sostituiscono una terapia ma possono eliminare parte delle cause e limitare gli effetti.

7 consigli per mangiare meno dolce per ridurre la quantità di zucchero nella vita quotidiana

 

1. Bere acqua.
Un litro di bevande gasate equivale a venti zollette di zucchero. Un litro di acqua … Zero!

2. Evitare i cereali con miele o cioccolato sia nella prima colazione che durante il giorno
Sostituirli con prodotti molto meno ricchi di zucchero, come frutta magari mele e pere, noci e frutta secca tenuti magari in ammollo con acqua calda o latte caldo  

3. Uno spuntino
Se avete la tentazione di una tavoletta di cioccolato ricordate che equivale a cinque pezzi di zucchero, più un cucchiaio d’olio! Sostitute invece questa idea con yogurt e frutta, frutta fresca o bevande senza zucchero.

 4. Hai fatto un pasto troppo leggero? Non rivolgerti a snack non equilibrati dolci o a smoothie. Se hai ancora fame , un bel thè, una bella tisana

 5.  Snack salato

Un panino piccolo con pane integrale e una fetta di prosciutto cotto magro
Un panino piccolo pane di segale con un del formaggio fresco tipo ricotta

6. Snack dolce
Un kiwi o un’arancia e formaggio bianco con solo il 20% di grasso o della ricotta
Una banana, Una pera, Un yogurt e 3 albicocche secche

7. Alleggerire il vostro dolci fatti in casa
Ridurre di un terzo la quantità di zucchero nella ricetta utilizzare il fruttosio in polvere. Nella frutta cotta aggiungere un filo di sciroppo d’acero o
sciroppo d’agave o miele 

Ci sono dei cibi antifreddo? Quali sono i cibi anti freddo?

Non esitono dei veri cibi antifreddo, però ci sono degli alimenti che ci aiutano all’interno di una dieta equilibrata ad affrontare meglio l’inverno:

 Agrumi

Ideali per velocizzare il vostro metabolismo, rafforzare il sistema immunitario e allontanare il raffreddore. Sono eccellenti fonti di carotenoidi e flavonoidi, tra gli agrumi più popolari ci sono : le arance, limoni e le clementine Per fare un pieno di vitamina C , la frutta va consumata fresca oppure sono eccellenti le spremute di frutta fresca specie al mattino , lascei perdere i succhi gia pronti del supermercato

 Zenzero

Noto per le sue proprietà afrodisiache, è che un tale ottimo rimedio anti freddo. Aiuta infatti ad aumentare la circolazione sanguigna  contribuisce a riscaldare i polmoni. Ci sono diversi modo per utilizzarlo in cucina per esempio grattugiato su una macedonia di frutta, sull’ insalata, sulle verdure ancora meglio con il pesce.

 La zuppa di verdure

Ideale per riscaldare, si può preparare con tutti i vostri ortaggi: porri, carote, patate, cavolfiori,  zucchine, funghi e zucche, un buon modo per cacciare il freddo e fare il pieno di fibre, vitamine e minerali.

 

Polline

È uno degli alimenti più ricchi di vitamine e minerali, polline d’api è ideale per stimolare il corpo e la lotta contro la stanchezza. Pieno di potassio, magnesio, ferro, ma anche di proteine e vitamine A, B, C ed E, è un alimento di vera salute. Un migliore rimedio è consumare ogni giorno da 15 a 20g per circa 3 mesi. Si può diluire in un succo di frutta o preso abitualmente al mattino .

 Cioccolato fondente

Il  cioccolato fondente è ricco di magnesio, ottimo per evitare la stanchezza, inoltre contiene due alcoloidi teobromina e caffeina stimolati per il sistema nervoso. Per evitare di aumentare di peso ma nello stesso tempo di poterne godere di tutti i suoi benefici sono sufficienti circa 30 gr al giorno , più la percentuale di cacao alta più è ricco di nutrienti.  

 Avocado

È ricco di acidi grassi monoinsaturi e anche le vitamine B6 ed E, è un buona fonte di potassio. È il frutto con il più elevato numero di proteine 2g e il 90% delle calorie proviene da grassi , quindi provatelo nell’insalata o in una macedonia, provatelo con del formaggio di capra ma in quantità limitata.  

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