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Ho il colesterolo alto, non devo mangiare formaggio?

caprini freschi

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Domanda di Nicola G.: Ho il colesterolo alto, devo rinunciare al formaggio?

Risposta:

Dipende, dai tuoi valori di colesterolo ma soprattutto dalla quantità, dalla frequenza e dal tipo di formaggio. Sarebbe utile che invece più porzioni al giorni iniziare a ridurre a una sola porzione al giorno e in piccola quantità, tra questi sarebbe meglio scegliere quelli più poveri di grassi, come la mozzarella e i formaggi di capra freschi, non che questi non contengano grassi ma ne contengono in misura minore.

Sarebbe inoltre il caso anche d’evitare nello stesso pasto alimenti troppo ricchi di grassi, per il coleterolo non sono solo i formaggi ma ci sono anche altri alimenti da mangiare in minore quantità e in minore frequenza, come scritto in questo post.

Importante per fare scendere i valori di colesterolo e la pratica di un attività fisica regolare costante, se non ti piace la corsa, se non ti piace la palestra, se non ti piace il nuoto., se non ti piace camminare almeno 10.000 passi al giorno un ottima soluzione è il ballo, muoversi divertendosi è il migliore modo per fare scendere il colesterolo!

C’è alluminio nelle preparazioni al latte per i lattanti?

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Sonia M: C’è dell’alluminio nella preparazioni di latte liquide e in polvere per lattanti?

Si, l’alluminio è presente in diversi prodotti alimentari, in quanto favorisce la conservazione d’ alimenti , sali d’alluminio sono utilizzati come additivi alimentari, anche cibi cotti e conservati in contenitori d’alluminio, potenzialmente possono veicolare una modalità d’assunzione dell’alluminio, le bibite in lattina sono tra i prodotti più noti potenzialmente più a rischio, ma quello che crea più preoccupazione ai consumatori sono sicuramente le preparazioni per lattanti.  

A differenza di altri metalli , l’alluminio ha alcune funzioni biologiche note e può accumularsi negli organi.  I suoi effetti tossici sono stati dimostrati ripetutamente. Sarebbe associato ad alcuni tumori e malattie ossee, ci sono diverse tesi anche relative allo sviluppo dell’ Alzheimer .

I ricercatori della Keele University nel Regno Unito hanno condotto uno studio sulle preparazioni dei lattanti sia liquide che in polvere sui valori d’alluminio nei prodotti per bambini. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista BMC pediatrics , i preparati per latte hanno un livello ritenuto alto che potrebbe influenzare la salute dei bambini .

Il foglio di alluminio presente nel packaging degli alimenti può favorire il passaggio dell’alluminio negli alimenti specie se questi contengono liquidi con una certo livello d’acidità.

In questo studio i ricercatori hanno misurato il contenuto di alluminio di 30 diverse marche di latte liquido e latte in polvere  Hanno fatto un confronto agli standard raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’acqua potabile è di 0,2 mg / l .

Secondo il loro studio le preparazioni hanno un contenuto che varia da 0,1-0,43 mg / l . In alcune preprazioni con latte di soia , le concentrazioni sono ancora più alte  0,7 mg / l , più di tre volte la dose che non deve essere superata per l’acqua .

I ricercatori procedono cauti sostenendo che sono necessari ulteriori studi per valutare l’effetto di queste dosi sul corpo dei neonati.

La comunità scientifica ha però chiesto alle aziende agroalimentari e/o farmaceutiche specializzate in formule per il latte di ridurre al minimo l’utilizzo dell’alluminio al fine di proteggere la salute dei bambini .

Io sono vegetariano, faccio fatica a fissare il ferro, quali alimenti mi consigli per raggiungere i livelli consigliati ?

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I vegetariani devono quotidianamente assumere alimenti con ferro come legumi secchi come per esempio i ceci, fagioli, lenticchie, alcune verdure come spinaci, finocchi, valeriana, ma anche altri alimenti come : tofu, semi di zucca, semi di girasole, germe di grano o lievito di birra.

Anche le uova due o tre volte alla settimana possono concorrere a contribuire con un buon apporto di ferro.

Il cacao quello fondente con il 70% minimo di cacao.

Le alghe.

Spirulina in polvere, si può diluire facilmente in succo di frutta o in uno yogurt

Importante è ricordarsi che l’assorbimento del ferro è facilitato dalla Vitamina C, per cui duranti i pasti ricordarsi di mangiare alimneti con vitamina c come arance, kiwi, fragole, frutti di bosco ma anche peperoni.

Importante è ricordarsi che caffeina e teina riducono l’assorbimento del ferro ed è bene consumarli lontano dai pasti .

Importante ricordarsi di non consumare troppi prodotti derivati del latte per non generare e livello intestinale il conflitto d’assorbimento tra ferro e calcio.



Per la salute è meglio mangiare pesce o carne?

 

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Domanda da un milione di dollari, sia la carne che il pesce sono fonti di proteine di buona qualità, la differenza dal punto di vista nutrizionale riguarda la quantità di proteine e la qualità di grassi.

Il pesce contiene acidi grassi polinsaturi e insaturi ( tra cui i famosi Omega 3) che possono avere un effetto positivo sul cuore mentre la carne invece contiene acidi grassi saturi che possono depositare il colesterolo sulle pareti delle arterie, il pesce ne contiene molto meno tranne i molluschi.

Le proteine del pesce anche se in numero inferiore alla carne hanno meno tessuto connettivo per questo si dice che il pesce è più digeribile.

La carne è in genere più grassa del pesce ma ovviamente dipende dal tipo di animale e da quale parte, la carne del pollo e del tacchino non ha lo stesso profilo nutrizionale delle carni di manzo.

Come nel pesce si va dal magro nasello o orata al grasso salmone o sgombro, conta anche se ci riferiamo a pesce selvaggio o pesce d’allevamento.

Diventa importante anche la preparazione e cottura, il pesce per esempio non sopporta cotture prolungate oppure la frittura in quando gli omega 3 non tollerano le alte temperature.

La carne si distingue per il contenuto di ferro e di vitamine del gruppo B contrariamente al pesce che si distingue per un maggiore contenuto di sali minerali.

Dire tuttavia che il pesce è meglio della carne, dipende si tratta di scelte individuali che dipendono anche dalle proprie esigenze nutrizionali e dal proprio equilibrio alimentare.

Pieno rispetto a chi per scelta ha scelto di non mangiare carne ricordiamo che in Italia uno su dieci è vegetariano, importante che periodicamente verifichino l’eventualità di carenze nutrizionali, come i non vegetariani verificano se i valori di colesterolo e trigliceridi sono nella norma. 

Vorrei solo ricordare che ogni individuo è diverso dall’altro è l’alimentazione deve essere individuale in base alle proprie esigenze.

C’è da aggiungere che diverse ricerche epidemiologiche hanno evidenziato nella popolazione generale un maggiore consumo di alimenti carnei rispetto altri gruppi d’alimenti in questo senso si invita a un maggiore equilibrio nella propria alimentazione favorendo le porzioni di pesce e riducendo quelle di carne, introducendo più porzioni di frutta e verdure, più legumi.

Il consiglio dei medici nutrizionisti su tutte le riviste è sempre quello di variare il più possibile le fonti proteiche

Merendiamo di Milka Kraft, i nuovi snacks multisensoriali?

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Settimana scorsa ero a Milano e ho trovato tutta la città coperta da “Merendiamo”,  metropolitana, fermata d’autobus, stazione ferroviaria, cartelloni pubblicitari un lancio in grande stile da parte di Milka Kraft, per lanciare questi nuovi prodotti dalle tavolette alle nuove collaborazioni con i marchi Oro Saiwa e Tuc, quelli dei famosi crakers salati, erano il mito degli anni ’70 la merenda con il Tuc, biscotti caramellati e salati, da me molto invidiati perchè i miei mi davano pane nero, se andava bene marmellata di albicocche o un pezzettino di formaggio fresco, in montagna non c’era di più.

per saperne di più Merendiamo di Milka Kraft, i nuovi snacks multisensoriali

Non riesco a digerire i legumi secchi, hai qualche consiglio?

Domanda di Cristina S. : Mi piacciono molto i legumi secchi, ma gli escludo spesso dalla dieta perchè non riesco a digerirli, hai qualche consiglio che può aiutarmi?

La non digeribilità dei legumi può dipendere da diversi fattori:

1) Quantità

2) Cottura

3) Abbinamento

4) Preparazione

 

1) Quantità, conta anche la frequenza e la regolarità con cui mangiamo i legumi, mentre una volta i legumi erano presenti sulle nostre tavole quasi tutti i giorni oggi la loro presenza è sporadica, conosco persone che li mangiano solo a Capodanno grazie alle lenticchie. 

Nell’intestino mancano gli enzimi in grado di digerire alcuni zuccheri presenti nei legumi, che una volta arrivati nel colon possono essere fermentati dalla flora batterica presente.

Si può introdurre i legumi gradualmente e consumarli con regolarità, in quanto l’apparato digerente si abitua pian piano ai zuccheri dei legumi.

1 porzione per volta, più la porzione è grande più la fatica della digestione si fa sentire.

 

2) Cottura, la cattiva cottura può essere data anche da una cottura non ottimale, ricordate che i legumi secchi vanno messi a bagno prima di cuocerli per diverse ore , alcune varietà di ceci anche 20 ore e con acqua abbondante, sulle confezioni viene indicato sia il tempo di ammollo che il tempo di cottura.

Si consiglia di cuocere i legumi per 10-15 minuti e poi buttare l’acqua e mettere nuovo acqua fredda.

Può essere utile mettere un pizzico di bicarbonato di sodio nell’acqua che ne agevola la cottura.

 

3) Abbinamento, attenzione alcune ricette della tradizione sono troppo ricche di grassi, spesso si aggiungono le cotenne del maiale, lardo, guanciale, più olio o burro, questo appesantisce il piatto e prolunga di digestione, quindi è consigliabile non aggiungere eccessivi grassi nella cottura.

Ricordate spezie ed erbe aromatiche facilitano la secrezione digestiva e stimolano le funzioni intestinali : rosmarino, alloro, semi di finocchio, anice, curry, curcuma

 

4) Preparazione, alcuni hanno lo stomaco delicato come le persone anziane o i bambini e le spezie non sono consigiabili, allora buona cosa è frullare i legumi in questo modo diventano più digeribili

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Soffro di reflusso gastro-esofageo il medico mi ha proibito il cioccolato perchè?

 

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Il cioccolato è ricco di grassi 40%  e di conseguenza può generare una digestione lenta, il cioccolato resta  a lungo tempo nello stomaco e ne aumenta l’acidità , pertanto è ragionevale pensare che possa stimolare i sintomi del reflusso. 

C’è anche un altra ragione legata al contenuto del cacao di sostanze come per esempio la caffeina e in particolare di due alcaloidi la teobromina e la teofillina che possono diminuire la pressione tra valvola ed esofago e quindi favorire la risalita del cibo. Questo fenomeno non riguarda solo il cioccolato ma anche altri alimenti come il , le cole e tutte le bibite che contengono caffeina, lo stesso caffe, l’alcool, aglio, cipolla, limoni, pomodoro,  ma anche i cibi e le preparazioni troppo ricche di grassi.

Nei casi più leggeri il solo evitare di mangiare alcuni alimenti unito a cambiamento di alcune abitudini il reflusso esofageo può risolversi con esito positivo.

Pertanto il consiglio è seguire un alimentazione equilibrata che contenga cibi di facile digeribilità,  mangiare poco e spesso con preparazioni semplici e poco elaborate.

Champagne e spumante contengono polifenoli per la protezione del sistema cardiovascolare?

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Domanda di Claudia T: lo spumante e lo champagne proteggono il nostro sistema cardiovascolare, con il loro contenuto di polifenoli?

L’unico studio pubblicato in merito che io ricordo è apparso sul British Journal of Nutrition nel 2009 e riguardava lo champagne, a ragione veduta anche se non stati fatti degli studi che io ricordo anche lo spumante e il prosecco potrebbero contenerne una discreta quantità.

Effettivamente lo champagne contiene un discreto tenore di polifenoli che gli conferiscono delle proprietà antiinfiammatorie. Gli antiossidanti contenuto nel vino possono svolgere anche altre funzioni positive come limitare i danni dei radicari liberi e svolgere anche una funzione nella prevenzione dell’invecchiamento celebrale.

Tuttavia personalmente non sono daccordo nella comunicazione delle proprietà salutari del vino e dell’alcool in generale, perchè come in questo caso lo champagne non può essere considerato una terapia, il consumo di alcool deve essere moderato e rimanere occasionale, si rischia di creare delle false aspettative.

Lo stesso studio sostiene che gli effetti positivi si riscontrano con due bicchieri di champagne al giorno, questa è una quantità non tollerata da tutti allo stesso modo,  1 bicchieri di bevanda alcolica è bel tollerato da un individuo adulto sano, due invece dipendono dalle condizioni fisiche, età, sesso, salute, fegato, patologie già presenti.

La stessa quantità di polifenoli la possiamo trovare presenti in altri alimenti come l’uva o ancora meglio il tè, anche se la fonte principale rimane la frutta e la verdura (dagli agrumi alle ciliegie, dai cavoli a pomodoro), ma anche cacao, olio di oliva extravergine spremuto a freddo, ce ne sono in discreta quantità ma non hanno gli stessi effetti negativi dell’alcool.

Brindate pure al nuovo anno con un bicchiere di spumante o di champagne, un occasione per fare festa e celebrare il nuovo anno, ma tutto qui.

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Le bacche d’aronia riducono il rischio di malattia cardiovascolare?

Le bacche d’ Aronia sono ricche di antociani (antiossidanti) della famiglia dei Flavonoidi, Vitamina C e Vitamina K,  possono aiutare a ridurre il rischio di malattia cardiovascolare nei pazienti con sindrome metabolica, cioè una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare per situazioni o patologie pregresse che colpisce spesso persone in età avanzata, un gruppo con elevato tasso di mortalità.

Dopo il mirtillo, cranberry, ribes rosso, ribes nero e la bacca di acai è la volta delle bacche d’aronia è stato   pubblicato uno studio sulla rivista European Journal of Nutrition, il consumo della bacche d’aronia favorirebbe la circolazione sanguigna e aiuta a ridurre  i livelli di lipidi nel sangue.

I ricercatori Sikora J e c. dell’Università di Medicina di Lodz, in Polonia, in un gruppo di 52 persone di cui 38 con sindrome metabolica, hanno volutato l’effetto di bacche Aronia sulle analisi del sangue del livelli di colesterolo, trigliceridi. I partecipanti con sindrome metabolica hanno ricevuto 300 mg di estratto di bacche in 2 mesi.

Risultati: 2 mesi di supplementazione porta ad una riduzione del 6,5% del colesterolo totale e una riduzione del 9% del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Gli estratti di bacche di aronia limitare sono stati utili perche evitano la formazione di coaguli di sangue.

Uno studio interessante ma sarebbe stato meglio se fosse stato correlato anche la dieta e il livello di attività fisica del gruppo di persone preso in esame, sono certo che in uno studio futuro magari a doppio cieco e con un numero più alto di perosne coinvolte, vedremo anche questi dati.

Fonte : Sikora J, Broncel M, Markowicz M, Chalubinski M, Wojdan K, Mikiciuk-Olasik E; Short-term supplementation with Aronia melanocarpa extract improves platelet aggregation, clotting, and fibrinolysis in patients with metabolic syndrome. Eur J Nutr. 2011 Aug 18

I prodotti per rafforzare il sistema immunitario, funzionano?

Il nostro sistema immunitario è un sistema complesso, ha la funzione di proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne.   I meccanismi immunitari consentono il riconoscimento e l’accettazione di tutto ciò che appartiene all’organismo stesso che gli è strettamente correlato mentre  respingono tutto ciò che gli è estraneo

Esistono due tipi di immunità:

Naturale: presente in tutti gli individui sin dalla nascita che si attiva contro qualsiasi agente estraneo.

Acquisita: si sviluppa in seguito all’esposizione dell’organismo a un determinato corpo estraneo cioè una sostanza che è in grado di indurre la produzione di anticorpi e di reagire con essi.

Il ruolo centrale del timo

Situato dietro lo sterno, la ghiandola del timo è estremamente importante per lo sviluppo del sistema immunitario, nei due lobi timici i precursori ematopoietici provenienti dal midollo osseo, detti timociti, maturano in linfociti T. Una volta maturi, i linfociti T migrano dal timo e sono il repertorio periferico responsabile della risposta immunitaria acquisita, si dice che il timo seleziona l’utile, ignorare l’inutile e distrugge il nocivo

Possiamo realmente influenzare questo sistema?

 Si, un esempio sono i vaccini, che sono in grado di stimolare le cellule immunitarie e la produzione di anticorpi, che conferire protezione nei confronti di un dato microbo

I Prodotti per rafforzare le nostre difese naturali, funzionano, ci sono prove ?

Ci sono in commercio derivati di piante, integratori alimentari e alimenti che promettono di rafforzare le difese naturali, i claim più noti sono “Aiuta a rafforzare le difese naturali del corpo”contribuisce a sostenere le difese naturali” , il termine difesa naturale è spesso fuori luogo. Diciamo che un’ alimentazione equilibrata con una regolare attività fisica permette al nostro organismo di funzionare al meglio ma non è un farmaco e neanche un integratore.

Non ci sono ancora studi sufficienti per potere dire che esiste una relazione tra il prodotto “X” e il normale funzionamento del sistema immunitario, questo perchè richiede un investimento in termini di ricerca e quindi si cercano di usare le parole in realtà per giustificare un vuoto.

Una carenza di studi scientifici

C’è una mancanza di seri studi scientifici che mi porta a dire che questi presunti prodotti che aiutano a rinforzare il sistema immunitario non sono efficaci o per lo meno poco significativi anche rapportato al costo di questi prodotti. La realtà è fatta di pochi studi randomizzati,  condotti in doppio cieco. Esistono sette livelli specifici di studi scientifici si val dal livello uno dei studi aperti fatti da un medico su sui pazienti alla metanalisi, cioè il confronto di studi randomizzati, al momento sui studi del rafforzamento del sistema immunitario siamo al livello 1 di studio aperto ed è troppo poco per potere trarre delle conclusioni. Teniamo anche presente che quando il sistema immunitario funziona al meglio, è perfettamente attrezzato per svolgere il suo ruolo e non indebolire il nostro organismo, tuttavia le difficoltà di fare uno studio di questo genere sono piuttosto elevate ma non impossibile.

Il sistema immunitario ha bisogno di vitamine?

Si, proprio per questo diedi delle indicazioni per coprire i fabbisogni, come le Vitamine A, C ed E e di oligoelementi come lo zinco o selenio, forniti dal cibo, sono necessarie per la produzione delle cellule immunitarie. Ad esempio, l’acido retinoico, un precursore della vitamina A, regola la produzione e la funzione dei linfociti T.  Inoltre bisogna prestare attenzione alle flora intestinale che influenza l’assimilazione delle sostanze nutrienti.

In riguardo gli integratori alimentari ricchi di antiossidanti, gli scienziati hanno espresso molti dubbi, diciamo che al momento i dati sono scarsi e la loro importanza sopravvalutata.

Le piante possono stimolare le nostre difese sono?

Ni, si per esempio l’ Echinacea, è tra le più studiate piante medicinali. ma gli studi clinici con l’estratto della pianta sono pochi, quelli di test sui prodotti in vendita anche meno.

Stress, depressione influenzano il sistema immunitario?

l”ambiente sociale influenza notevolmente il nostro sistema immunitario tanto che  stress, ansia, depressione influenzano il comportamento di  determinati geni nei globuli bianchi, coinvolti nella attivazione del sistema immunitario e in risposta pro-e anti-infiammatorio. Uno studio ha dimostrato che chi dorme almeno otto ore ha il sistema immunitario che funziona meglio di coloro che ne dormono meno

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