Lug 5, 2010 - benessere    No Comments

Consigli per dormire bene quando fa’ caldo

1. Una buona idratazione 

 

2. Rilassarsi prima di andare a letto  

Prima di andare a letto evitare la confusione, occorre per lo meno un buon venti minuti di tranquillità prima di prendere sonno. Potete aiutarvi facendo una doccia fresca per rilassarsi a qualche grado in meno di 37 , perché la temperatura interna del corpo per dormire scende , una doccia fresca aiuta a trovare la situazione ideale. In alternativa una boule di acqua fredda a letto può aiutare !

3. Cambiare aria   

Ci sono diverse soluzione per trovare aria fresca: A) il sistema di aria condizionata, B) ventilatore C) semplicemente il flusso dell’aria. Intanto è bene tenere le persiane chiuse in modo da non inondare di troppo caldo la casa il giorno. Attenzione all’aria condizionata, sopratutto al rapporto caldo/freddo non deve essere regolato troppo freddo al massimo 5 o 6 gradi in meno della temperatura esterna. Il ventilatore regolatelo non direttamente sul vostro letto ma in alto ad una velocità media o bassa, per evitare possibili mali di gola. Se potete regolare un flusso di aria naturale con apertura delle finestre.  

4. Mangiare poco la sera

La cosa migliore è una cena leggera anche se molti tendono a fare il contrario , ricordate un pasto con troppi grassi e troppi zuccheri non facilità la digestione ed è facile che disturbi il sonno. Quindi mangiare poco ma ben equilibrato, per non addormentarsi con la fame dello stomaco che potrebbe risolversi in una notte poco tranquilla

5. Un aiuto dalle erbe :  

La passiflora : è riconosciuto come sedativo e per i suoi effetti ansiolitico induce il sonno garzie alle  virtù sedative e antispasmodiche.

Il papavero induce il sonno. Ha un effetto basso effetto ansiolitico e sedativo . E un ottimo rimedio quando l’insonnia è legata allo stress.

La Valeriana ha proprietà sedative. Induce il sonno, ha effetti antispasmodici, è anche un anticonvulsivante.

Il Biancospino induce il sonno, ma anche virtù cardiotonico.

Bere almeno 1,5 litri/2 litri  d’ acqua al giorno, perchè il corpo per mantenere la temperatura a 37 ° gradi espelle l’acqua attraverso la pelle e i reni filtrano di meno a causa del sudore, per mantenere la funzionalità del rene ottimale, bisogna bere acqua a sufficienza. Attenzione alle bevande isotoniche , cosi come un tè e caffè  possono influenzare negativamente il sonno. Preferire sempre l’acqua! Se si hanno difficoltà a deglutire i liquidi, prendere l’acqua in forma solida cioè mangiare frutta (melone, anguria, prugne, uva, agrumi) e verdura (cetriolo, pomodoro) o gelatina aromatizzata con centrifuga di frutta o verdura. Preparare delle bevande analcoliche a mangiare cibi solidi per ricaricare il corpo con sali minerali (pane, minestra …).

Non bere alcolici, che pregiudica la capacità di combattere contro il caldo e favorisce la disidratazione.

Giu 11, 2010 - cancro    No Comments

Dopo un cancro al seno, posso mangiare della soia?

D: sono una donna di 48 anni, ho avuto un cancro al seno trattato con chemioterapia e radioterapia. Posso mangiare della Soia?

R: Il ruolo della soia e dei suoi benefici nel caso del cancro al seno sono piuttosto controversi. C’è uno studio che indica che il consumo di soia in donne dai 20 ai 35 anni ha ridotto il rischio di cancro al seno nella percentuale del 18%. Invece secondo uno studio francese i fitoestrogeni contenuti possono al contrario favorire la crescita tumorale nelle donne in menopausa dopo un cancro al seno, in sintesi potrebbero i fitoestrogeni stimolare una recidiva. Il mio consiglio personale nel suo caso è primo prudenza, consumare prodotti a base di soia nella norma senza eccedere, moderatamente e sopratutto non considerare la soia una terapia.

Mag 15, 2010 - Prevenzione    No Comments

Reflusso esofageo: 10 consigli antireflusso

 

Che cos’è il reflusso gastroesofageo?

 

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo dell’esofago. Quando mangiamo il cibo passa dalla bocca allo stomaco attraverso l’esofago. Tra l’esofago e lo stomaco c’è una valvola, che si apre per far passare il cibo e si chiude quando il cibo è arrivato nello stomaco.

 

Il reflusso è generato quando la valvola non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe è così parte del cibo ingerito torna indietro ossia il cibo e i succhi gastrici provenienti dallo stomaco che sono acidi ritornano nell’esofago ed è proprio la presenza di acido che irrita l’esofago causando i sintomi del reflusso.

 

Lo stomaco è fatto in modo da sopportare la presenza di acido al suo interno, l’esofago no. La presenza di acido nell’esofago è dannosa perché provoca dolore, infiammazione e in alcuni casi anche ferite.

 

Il reflusso è provocato da diverse cause.

  1. Una condizione fisiologica
  2. Una condizione patologica 

 

Una condizione fisiologia

Una persona sana può avere da uno a quattro episodi di reflusso in un’ora, si verificano quasi dopo aver mangiato, sono di breve durata. Gli episodi di reflusso sono isolati e poco frequenti. Le sue conseguenze sono lievi e spesso limitate. Si può superare con un minimo di attenzione all’alimentazione, modificando proprie abitudini e il proprio stile di vita. 

 

Una condizione patologica

Quando il reflusso è molto frequente, quasi quotidiano, diventa una vera e propria malattia. Si parla allora di malattia da reflusso gastroesofageo, è indispensabile rivolgersi subito al medico. Perché quando il numero degli attacchi di reflusso aumenta, l’esofago è in contatto con l’acido dallo stomaco per un tempo più lungo che causa infiammazioni e ferite.

 

In questi casi non è sufficiente modificare dieta e stile di vita. Per curare i sintomi è necessario ricorrere a una terapia e spesso all’uso di farmaci.

 

Nei casi più leggeri di condizione fisiologica è sufficinete seguire alcune regole, come modificare le proprie abitudini di vita, evitare di mangiare alcuni alimenti e preferirne altri evitare condizione che favoriscono il reflusso come il fumo. .

 

10 consigli antireflusso 

 

1: Una corretta distribuzione dei pasti durante la giornata (almeno cinque), una ricca colazione, spuntino, pranzo energetico, merenda  e una cena molto leggera

 

2: Inserire nella propria alimentazione più porzioni di verdure sia crude che cotte ogni pasto

 

3: Inserire nella propria alimentazione più porzioni di frutta almeno 3, meglio se fuori dai pasti.

 

4: Facilitare il compito del vostro stomaco inserendo nella vostra alimentazione legumi cotti due volte a settimana,

 

5: Una buona masticazione. Imparare a mangiare lentamente e prendersi il tempo di mangiare, non avere fretta in particolare a pranzo e a cena

 

6: Non bere alcool né durante i pasti né fuori pasto

 

7: Bere solo acqua potabile, poco durante i pasti e meglio prima dei pasti.

 

8: Praticare uno sport, u attività fisica aiuta a scaricare le tensioni e l’ansia, oppure imparate tecniche di rilassamento

 

9: Limitare la quantità di latte e preferire i derivati del latte di capra e pecora

 

10: Evitare cibi troppo grassi e alcuni cibi che riducono la pressione della valvola come cioccolato, caffè o thè.

Mag 3, 2010 - benessere    No Comments

Alimentazione e stanchezza, perchè si è stanchi? Alimenti che aiutano a vincere la stanchezza e la fatica

Perché sei stanco?

Si calcola che un terzo delle persone che si recano dal medico lo facciano per un problema di stanchezza. Quali sono le cause più frequenti di questa stanchezza? Difficile stilare una lista di frequenza di cause, ma prima di pensare ad un problema alimentare bisogna escludere:

  • la presenza di infezioni, sia batteriche che virali o parassitarie
  • depressione o le malattie psicosomatiche
  • tumori
  • linfomi e leucemie
  • l’assunzione di farmaci quali sedativi, ipnotici, tranquillanti, analgesici, steroidi e betabloccanti
  • l’anemia
  • il diabete mellito
  • l’insufficienza surrenalica
  • squilibri del calcio e del sodio vanno ricercati ed esclusi
  • l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo, in altre parole una tiroide che non funziona bene

Cause transitorie

  • l’iperlavoro
  • lo stress

Quando la causa è la cattiva alimentazione, spesso è una dieta non correta, una dieta ricca di grassi e troppi zuccheri, può causare stanchezza,ma anche la mancanza di nutrienti essenziali.

Fatica: i micronutrienti essenziali
E ‘indispensabile per verificare che non perdere alcuni micronutrienti essenziali per combattere la stanchezza.

La vitamina C, : protegge le cellule dai radicali liberi, previene le malattie cardiovascolari, aiuta la cicatrizzazione delle ferite, migliora la risposta dell’organismo in caso di raffreddori e influenze, fortifica le difese immunitarie, abbassa il colesterolo, facilita l’assorbimento del ferro, principali sorgenti sono gli agrumi (arancio, limone) da mangiare due volte al giorno in inverno, e di frutti rossi in estate (lamponi, ribes, fragole).

Vitamina B9  l’acido essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso , viene attivato dalla vitamina B12, interviene nella trasformazione delle proteine in energia e svolge un importantissimo ruolo di sostegno nella produzione degli acidi nucleici (DNA e RNA), essenziale per la crescita e riproduzione delle cellule, contribuisce alla formazione di globuli rossi, importantissima per le donne in gravidanza. Le fonti sono le verdure a foglia (lattuga, spinaci), leggermente verde verdure cotte, legumi, formaggio blu, pomodori, meloni, fegato e lievito di birra.

Ferro,  partecipa alla formazione dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi che rifornisce di ossigeno tutte le cellule, partecipa alla metabolismo dei carboidrati e alla produzione di anticorpi si trova : soia, carne rossa,  pesce, fegato di bovino, cicoria, pasta integrale, spinaci.

Magnesio (cereali, in particolare nella crusca, frutta secca, ceci, fagioli, cioccolato, mais)

Fatica: alimenti e derivati da piante da consumare con moderazione

caffè, tè, guaranà, mate, cola aiutano contro la stanchezza, ma si raccomanda di non abusarne, perché in quantità eccessive possono interferire con il vostro assorbimento di ferro, che è micronutriente essenziale per combattere contro la stanchezza. quindi sono prodotti da consumare con moderazione.

Fatica: piante benefiche  

 Il ginseng utilizzato dalla medicina cinese ha la capacità di essere un tonico potente e stimolante , incrementa la resistenza fisica e delle capacità di recupero, migliora la circolazione, potenzia la memoria e aumenta la resistenza ai fattori ambientali negativi. Nel complesso riduce stress e nevrosi, migliora l’adattamento agli stimoli della vita quotidiana, potenzia il rendimento fisico e mentale, rafforza le difese immunitarie. Tuttavia, esistono naturalmente anche degli effetti collaterali. Uno dei più frequenti è l’insonnia, l’irrequietezza e l’irritabilità se assunto in una quantità elevata o in associazione con caffeina causa un’ eccessiva stimolazione del sistema nervoso

  Timo Il suo nome dal  greco forza, coraggio, che risveglierebbe in coloro che ne odorano il profumo balsamico.

 Spirulina che attraverso i suoi composti di proteine, sali minerali  è molto efficace contro la stanchezza cronica

 Reishi un fungo asiatico è consigliato per combattere la fatica e rafforzare il corpo in generale e soprattutto stimolare il sistema immunitario. I numerosi studi scientifici effettuati su questo fungo, lo configurano attualmente come un prezioso “nutriceutico”, e come base di partenza per l’ottenimento di farmaci. Reishi è impiegato per il trattamento di oltre 20 patologie, che vanno dall’emicrania, ipertensione, artrite, nefrite, diabete, ipercolesterolemia, allergie, a importanti problemi cardiovascolari, neurodegenerativi e cancro.

Le proprietà benefiche del Reishi derivano da 150 sostanze bioattive, quali gli acidi ganoderici (triterpeni), gli aminoacidi, adenosine, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi di alto peso molecolare, vitamine e minerali e più precisamente:  calcio, ferro e fosforo, e le vitamine C, D, B, incluso l’acido pantotenico, che è essenziale per la funzione nervosa. Inoltre nel micelio di Reishi contiene: 1)  Livello elevato di RNA che interrompe le malattie virali inducendo la produzione di interferone 2)  Acido oleico e Cyclooctasulfur che inibiscono il rilascio dell’istamina 3)  LZ-8, proteina immunomodulante che non interrompe la produzione dell’anticorpo

Apr 24, 2010 - sonno    No Comments

Mangiare in modo corretto per dormire meglio

Incubi notturni, sensazione di stanchezza al risveglio possono capitare se capita frequentemente allora c’è qualcosa che non va. L’alimentazione può aiutare a ritrovare notti tranquille

 

Una corretta distribuzione dei pasti e dei nutrienti durante il giorno.

 

La sera un pasto leggero che deve rappresentare al massimo il 20% dei pasti giornalieri, cosa è preferibile mangiare:

 

Cereali integrali

Una cena la sera con una porzione di carboidrati complessi, in queste sostanze nutritive sono ricche di triptofano, un aminoacido, che porta alla secrezione di serotonina, questo ormone facilita il sonno, calmo e rilassato.

 

Latte caldo

Latte caldo con il miele, era il consiglio della nonna, ed è ancora oggi un buon consiglio in quanto il latte è ricco di triptofano, inoltre il miele provoca un aumento di glucosio nel sangue, che produce la serotonina, e facilita il sonno. I suoi effetti sono combinati con triptofano contenuto nel latte e regalano un sonno ristoratore  

 

Vitamina B

I cereali integrali hanno anche il vantaggio di coprire i vostri bisogni vitamine del gruppo B, che sono coinvolti nella sintesi degli ormoni che favoriscono il sonno. Queste vitamine aiutano l’organismo a gestire l’ansia e, quindi favoriscono il sonno. Per assumere vitamina B è suffciente consumare insalate a foglia verde come erbette, spinaci, crescione, lattuga o una carne bianca o pesce.

 

Quali alimenti sono da evitare

 

In primo luogo la quantità, assumere troppo cibo la sera appesantisce la digestione

 

I piatti sono troppo pesanti e troppo elaborati, possono disturbare la tua notte la digestione.

 

Le sostanze stimolanti (caffè, soda, coca cola, tè). Per quanto riguarda il vino o l’alcool in genere è vero che fa addormentare presto però è causa di sonno disturbato e produce spesso incubi.

 

Cibi che fermentano, come cavoli, come i legumi (ceci, fagioli, lenticchie) difficile da digerire che invece si possono mangiare a pranzo.

 

Le erbe aromatiche alcune come per esempio la menta, ha un effetto stimolante nell’organismo.  

Apr 2, 2010 - alimentazione, bevande    No Comments

Acqua gasata o frizzante, fa bene o fa male?

L’ acqua frizzante ha indicazioni terapeutiche?

 

Più che indicazioni terapeutiche, bisogna tenere presente che tutte le acque minerali che sono in commercio sono sottoposte ad esami chimici periodicamente, a secondo delle caratteristiche delle acque minerali, queste possono stimolare la diuresi o le funzioni intestinali. Molte acque minerali sono ricche di calcio, magnesio, e fluoro. Inoltre le acque minerali contengono oligoelementi che sono facilmente assimilati dall’organismo. Alcune acque minerali hanno un alto tasso di solfati, che può dare luogo a effetti diuretici e lassativi.

 

L’ acqua frizzante: si può berne quanta se ne vuole? 

 

No, è bene alternare acqua minerale gasata e acqua minerale naturale in quanto quasi tutte le acque gassate contengono bicarbonato. In caso di consumo eccessivo possono essere mal tollerate dall’organismo, causare per esempio gonfiore, in alcuni casi causare colite (irritazione delle viscere) o reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco) in una persona più sensibile. Alcune acque gasate possono avere un’ elevata concentrazione di fluoruro (più di 2 mg per litro) e non dovrebbe essere consumata continuamente, perché troppo fluoro potrebbe essere dannoso per i denti.

 

L’acqua gasata aiuta a digerire ?  

 

Si, le acque minerali ricche di bicarbonato di calcio, sodio e magnesio possono facilitare la digestione, tuttavia non sono raccomandate in caso di problemi di stomaco.

 

Ci sono  acqua minerali gasate naturali?

 

Si in Italia ci sona alcune fonti di acque gasate naturalmente come Lete e Ferrarelle, oppure l’acqua naturale con aggiunta di anidride carbonica. Se, dopo l’imbottigliamento, il tenore di biossido di carbonio è la stessa della sorgente, è un’acqua naturalmente gassata. Spesso pero viene trattata alla fonte, per eliminare il ferro in eccesso e le impurità, quindi si aggiunge il gas che conteneva in origine.

 

L’ acqua frizzante è consigliata in una dieta povera di sale ?  

 

Si, in quanto le acque gasate sono ricche di sodio. Se si deve seguire una dieta povera di sale, verificare la composizione indicato che il contenuto di sodio non sia superiore a 20 mg.

Acqua che è troppo ricca di sodio è contro-indicata in pazienti con ipertensione e non raccomandato per le donne che soffrono di ritenzione idrica. Tuttavia, si raccomanda di bere durante l’esercizio fisico o durante i mesi estivi per compensare la perdita di minerali a causa della sudorazione.

Il carcinoma colonrettale: fa ancora troppi morti . Con un semplice screening si può prevenire.

Mentre terapie nuove mirate stanno arrivando,  la diagnosi precoce si rileva fondamentale per questo tipo di patologia. Il cancro colonrettale è  il terzo tumore più comune in termini di frequenza, il secondo per la mortalità. Colpisce più gli uomini delle donne ed è legato all’invecchiamento della popolazione. Per ogni 100 000 abitanti, ci sono 10 nuovi casi ogni anno per gli oltre 50 enni, mentre sono  400 nuovi casi tra  i 75-80 anni su 100.000 abitanti.
Se i trattamenti hanno notevolmente aumentato la loro efficacia in questi anni, molto dipende in gran parte la una diagnosi precoce. Un buon 40% di queste diagnosi sono fatte quando ci sono già metastasi. Di qui l’importanza di incoraggiare prevenzione  e invogliare le persone dai 50 a 74 anni a fare il test.

Originariamente il cancro del colon-retto, è un polipo. Un terzo delle persone oltre i 65 hanno polipi benigni, o adenomi nell’ intestino crasso e nel retto. Un adenoma su dieci raggiunge 1 cm di diametro, e tra questi quattro di questi degenerano in cancro. Fortunatamente, il cancro del colon-retto si sviluppa lentamente, in media ci voglino più di dieci anni. Ma non ha sintomi precoci non è possibile individuarlo. Si  può rivelare un po ‘ di emoglobina nelle feci, un segno di un polipo sanguinante. Va fatto uno screening subito e poi ogni due anni per la fascia d’età  50-74 .

Prevenzione e stile di vita
Tabacco, alcool, obesità, inattività fisica, una dieta ricca di carne può favorire lo sviluppo di questo cancro, le percentuali di probabilità scendono quando si ha una dieta ricca di frutta, verdura e fibra associata a uno stile di vita attivo. Solo il 3% dei casi sono dovuti a una malattia genetica, poliposi familiare o sindrome di Lynch. Nel 17% dei casi, il cancro del colon-retto c’è  una predisposizione familiare. Ma l’80% dei tumori sono isolati. Dopo 50 anni, i cambiamenti nei movimenti intestinali, dolori addominali, presenza di sangue nelle feci dovrebbe essere dei segni di sospetto. Quando lo screening è positivo (il 3% dei casi) si è persone a rischio, una colonscopia può identificare un polipo sospetto, che verrà poi rimosso e analizzato.

Terapia

La chirurgia rimane il trattamento indicato dei tumori del colon-retto. È sufficiente da solo per il trattamento del 70% al 80% dei tumori superficiali o limitati l’intestino. Ma queste sono solo un terzo dei casi. Quando la malattia invece degenera con la presenza di linfonodi  e metastasi ad altri organi  il trattamento utilizzato è la chemioterapia. Quando il cancro si limita al colon e linfonodi vicini, la chemioterapia riduce del 50% il rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico, e riduce del 30% al 40% del rischio di morte. Quando ci sono metastasi, la chemioterapia è il trattamento primario.


Oltre a chemioterapia convenzionale la combinazione di 5-flu, Irinotecan e oxaliplatino, si è visto che in alcuni casi sono in grado di inibire il progresso di diffusione del cancro. “Bevacizumab (Avastin) è diretto contro VEGF, un fattore di crescita necessario per l’approvvigionamento di sangue, quindi allo sviluppo del tumore
. l’Avastin è stato testato positivamente sia in coloro curati soltanto con Avastin agli altri a cui è stato somministrato con chemioterapia. Ci sono anche due nuovi farmaci Cetuximab (Erbitux) e panitunumab (Vectibix) inibiscono  EGFR, il primo passo di un percorso per la proliferazione controllata delle cellule,

Ma questi due sono inefficaci se il tumore ha una mutazione del gene KRAS. Da qui  si va verso la medicina personalizzata, basata sia sulla ricerca di alterazioni genetiche del tumore che predispongono alla nuova risposta farmacogenetica, che può personalizzare il trattamento  in base ai parametri di tossicità del paziente, sono certo che  si svilupperà in futuro questa strada.  La ricerca non si ferma  si va alla ricerca dell’’inibizione delle cellule MAP, PI3 chinasi e IGF1, quest’ultima sembra dare i risultati più interessanti.

Oggi è importante che questa malattia venga  diagnosticata in una fase precoce, la sopravvivenza a cinque anni è del 94%.

Mar 2, 2010 - diabete, malattie renali    No Comments

Insufficienza renale: quale cura per i pazienti con diabete?

Il diabete è soprattutto una malattia vascolare.  Il rene è un organo altamente vascolarizzato, il danno vascolare dovuto al diabete causa alterazioni renali.

L’insufficienza renale dovuta al diabete è in rapida evoluzione. In una prima fase si nota la presenza di albumina nelle urine. In una seconda fase, abbiamo osservato un deterioramento della funzione renale. Questa insufficienza renale è troppo spesso e purtroppo, rapidamente progressiva, con conseguente in pochi anni di dialisi.

Necessità mediche in pazienti con diabete
Uno screening per il danno renale deve essere fatta al più presto possibile se hai il diabete, il vostro medico di famiglia dovrebbe fare un controllo medico completo almeno una volta l’anno, invitandosi a consultare un diabetologo, un nefrologo e un cardiologo.

La ricerca annuale di albumina nelle urine e la misurazione dei valori della creatinina, cioè la quantità di sangue filtrato in un minuto dai reni, per valutare la funzionalità renale. L’obiettivo è quello di determinare se vi siano alterazioni renali che richiedono un trattamento speciale.

Rallentare la progressione della insufficienza renale
La malattia renale a causa del diabete è asintomatica e, purtroppo, irreversibile. Il trattamento deve essere messo in atto il più presto possibile per rallentare la progressione verso l’insufficienza renale. È necessario il controllo del diabete mediante un monitoraggio regolare della emoglobina glicata, un marker di glucosio nel sangue per le ultime tre settimane, il tasso deve essere inferiore a 7.

Si deve anche controllare la pressione sanguigna, il controllo del peso, inclusa la pratica di esercizio fisico e di uno stile di vita sano. In queste condizioni ci si può aspettare lenta progressione delle malattie renali.

Dialisi e trapianto. :

Emodialisi consiste nel far passare il sangue del paziente in una macchina per “lavare”, con tre sedute a settimana per quattro ore.

– La dialisi peritoneale comporta l’iniezione di un liquido artificiale nella cavità peritoneale. Il passaggio del fluido attraverso il peritoneo (la membrana che riveste l’addome) possono pulire il sangue.

I pazienti devono essere preparati per l’emodialisi non appena è presente una insufficienza renale. Pertanto, la dialisi deve essere presa in considerazione quando i valòori della creatinina sono inferiori a 30 ml / min. Il paziente deve essere trattato con insulina e sospendere i farmaci per via orale.

Trapianto renale è un’alternativa alla dialisi. Per i pazienti con diabete di tipo 1, l’ideale è quello di eseguire un trapianto di rene e pancreas.

 

Oggi, 11 marzo 2010 sarà il World Kidney Day, dedicato a malattie renali. In Italia il 20% delle persone in dialisi è diabetico. Questa complicanza correlata al diabete può essere prevenuta attraverso una diagnosi precoce e un trattamento adeguato.

Il diabete la principale causa di insufficienza renale 

 

Alimentazione e cellulite, c’è un alimento, una dieta che può aiutarmi?

Domanda di Antonella : Ho un problema di cellulite da quando ho avuto il primo bambino, cha tratto con massaggi e elettrolipolisi , mi chiedo se c’è un alimento, se c’è una dieta che può aiutarmi?

 

Risposta: La pratica più comune di chi ha problemi di cellulite è mettersi a dieta per proprio conto mangiando meno, spesso questo atteggiamento non è sufficiente perché una dieta non equilibrata e corretta fa perdere massa magra e aumentare la massa grassa e in questo caso peggiora il problema.

 

Cosa è la cellulite?

La cellulite è causata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con alterazione delle sue funzioni metaboliche. Il termine medico che identifica il problema è Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF).

La conseguenza macroscopica di questa degenerazione del tessuto è l’ipertrofia, ossia l’aumento di volume delle cellule adipose, la ritenzione idrica, la stasi di liquido negli spazi intercellulari. Le cellule, adipociti, subiscono alterazioni di forma e di volume, rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le avvolge, con conseguente uscita dei trigliceridi nei tessuti.

In termini più semplici : è uno strato di grasso caratterizzato da una spetto a buccia d’arancia sulle cosce, sui glutei e sulla pancia. Non c’è un solo fattore di causa ma diversi: ereditarietà (nel senso di una maggiore sensibilità ormonale e ad una certa fragilità capillare, etnia,), fattori ormonali, stress, postura, fattori che determinano una ritenzione di liquidi e cattiva circolazione sanguigna.

 

L’alimentazione di per se non è sufficiente a eliminare la cellulite ma una alimentazione corretta e mirata associata ad esercizio fisico può limitare l’impatto delle cellulite, in particolare evitare la ritenzione idrica e la fibrosi.

 

Per la ritenzione idrica

Alcuni nutrienti aumentano la ritenzione idrica come sale e caseina del latte mentre altri come Vitamina E, C, K, C e flavonoidi vanno nella direzione opposta, migliorano la permeabilità dei vasi sanguigni e la fluibilità del sangue.

 

Cibi da limitare

Sale, piatti pronti industriali (pizza, torte salate), crakers, salumi, formaggi, pesce affumicati, biscotti, pane bianco, prodotti derivati del latte.

 

Alimenti da favorire

Legumi, riso, frutta fresca (in particolare mirtilli, ribes, pomplemo, arancie, albicocche, melone) ortaggi (cipolla) carni magre, pesce e frutti di mare, thè verde

 

Limitare l’introduzione di grassi nella dieta

È bene ridurre in complesso le calorie introdotte limitando i grassi e gli zuccheri, consumando alimenti facilmente metabolizzabili come frutta, verdura, carni magre e pesce, è importante anche una distribuzione dei pasti in modo di fare la sera una cena molto leggera che introduca al massimo il 20% delle calorie giornaliere.

 

Cibi da evitare

Crema di latte, burro, patate fritte, formaggio salumi, carni grasse, cibi dall’industria alimentare come dolci, pasticcini, snack salati.

 

Cibi da favorire

Frutta e legumi, pesce e carne magra, alimenti da farine integrali,

 

Defibrossare i tessuti

Per lottare contro i fenomeni della fibrosi (determinata da fibre di collagene e molecole di glucocio)  cioè quel fenomeno che aumenta il tessuto connettivo che indurisce quello adiposo. È caratterizzato da piccoli noduli e dalla cute a buccia d’ arancia, bisogna scegliere alimenti a indice glicemico basso.

 

Cibi da limitare

Patate, mais dolce, dessert di latte dolce, frutta cotta, succhi di frutta, bevande analcoliche, prodotti proveniente dall’industria alimentare come cracker, grissini, snack salati e prodotti zuccherati dai biscotti alle merendine.

 

Cibi da favorire

Cereali integrali, frutta e verdura, legumi, pesce azzurro, olio di oliva, noci, miele

 

Oltre alla scelta dei cibi bisogna unire alla terapia dietetica esercizio fisico regolare almeno 45 minuti al giorno, non è necessario fare sport è sufficente per esempio una camminata o una corsa in bicicletta di 45 minuti. Che comunque non sostituiscono una terapia ma possono eliminare parte delle cause e limitare gli effetti.

7 consigli per mangiare meno dolce per ridurre la quantità di zucchero nella vita quotidiana

 

1. Bere acqua.
Un litro di bevande gasate equivale a venti zollette di zucchero. Un litro di acqua … Zero!

2. Evitare i cereali con miele o cioccolato sia nella prima colazione che durante il giorno
Sostituirli con prodotti molto meno ricchi di zucchero, come frutta magari mele e pere, noci e frutta secca tenuti magari in ammollo con acqua calda o latte caldo  

3. Uno spuntino
Se avete la tentazione di una tavoletta di cioccolato ricordate che equivale a cinque pezzi di zucchero, più un cucchiaio d’olio! Sostitute invece questa idea con yogurt e frutta, frutta fresca o bevande senza zucchero.

 4. Hai fatto un pasto troppo leggero? Non rivolgerti a snack non equilibrati dolci o a smoothie. Se hai ancora fame , un bel thè, una bella tisana

 5.  Snack salato

Un panino piccolo con pane integrale e una fetta di prosciutto cotto magro
Un panino piccolo pane di segale con un del formaggio fresco tipo ricotta

6. Snack dolce
Un kiwi o un’arancia e formaggio bianco con solo il 20% di grasso o della ricotta
Una banana, Una pera, Un yogurt e 3 albicocche secche

7. Alleggerire il vostro dolci fatti in casa
Ridurre di un terzo la quantità di zucchero nella ricetta utilizzare il fruttosio in polvere. Nella frutta cotta aggiungere un filo di sciroppo d’acero o
sciroppo d’agave o miele 

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